Giorno 1: la Casa di Paola InMensa

Definire cosa sia Paola InMensa negli anni non è mai stato facile: c’è chi lo chiama volontariato, chi servizio, chi attività o macchina organizzativa… ma per tutti noi volontari e i nostri ospiti, nei giorni del 4 maggio, Paola InMensa diventa Casa.

Con l’ottava edizione il suo tetto è stato spostato, ma il cambio di sede non ha modificato in alcun modo il calore che quelle quattro mura contengono ed emanano.
E ogni anno è bello iniziare proprio il 1° Maggio, festa dei lavoratori, lavorando e impegnandoci per dare una mano al prossimo più bisognoso.

Per noi credenti, Paola InMensa rispecchia i valori di carità cristiana e segue il monito nel nostro San FrancescoAmatevi a vicenda e fate tutto in carità“; ma nella nostra Casa la fede personale e la credenza popolare per cui, parafrasando un famoso detto “al 4 maggio siamo tutti più buoni“, vengono superate dall’esperienza umana forte grazie a cui un pasto caldo o una parola di conforto diventano mezzi e strumenti di incontro e gratuità.

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PIM7: A di Accoglienza

A di Accoglienza

E’ lunedì, lunedì 10 Aprile; 20 giorni e qualche ora alla partenza. I giovani volontari di PIM, insieme ai ragazzi del centro accoglienza e alle aspiranti nuove leve, si riuniscono per il secondo incontro di formazione. A come Accoglienza. Ospiti di Questa sera sono ospiti i ragazzi dell’Auser Volontariato del Savuto, presente a Rogliano (CS), i quali testimonieranno come sono riusciti a creare un clima di accoglienza reciproca e di attiva partecipazione con i ragazzi ospiti di un centro accoglienza poco distante, dove ha sede l’associazione.
Ci sono anch’io a questo incontro. Sono seduto lì, in quel posto né troppo in vista né troppo nascosto, dove posso sentire e vedere bene. Non ho idea di chi sia la metà dei presenti, eppure è come se li conoscessi da sempre. L’obiettivo dell’incontro mi sembra chiaro, A come Accoglienza. Già, A come Accoglienza.

Dal Vocabolario Treccani: “accogliènza s. f. [der. di accogliere]. – L’atto di accogliere, di ricevere una persona;”. Quindi c’è una persona e c’è un’altra che la accoglie. L’accoglie dove? In casa? Mettiamo caso la accolga in casa. Quindi c’è una persona, che ha una casa, e un ospite, che è un’altra persona, che entra in casa. Quindi accogliere significa ricevere un ospite. E come si riceve un ospite? Beh, con cortesia; gli si offre da bere e da mangiare. No ma questo vale per gli ospiti di passaggio. Questo caso è diverso, la permanenza non è definita a priori. Gli ospiti non sanno quando potranno andare via.
E allora come si accoglie? Bisogna dare reciproca assistenza. Bisogna che il padrone di casa assista l’ospite, come compete alle brave persone. E l’ospite non può essere un peso, non può arrecare disturbo, come compete alle brave persone. E allora bisogna che l’ospite aiuti il padrone di casa che lo ospita, cosicché l’ospite non sia più ospite, ma parte della casa. E quando arriverà per l’ospite il momento di andare via il padrone di casa lo saluti con affetto, invitandolo a tornare.

Ma questo è solo il mio pensiero.

Chi sono io? Beh, mettiamo caso che io sia uno studente, non importa di cosa. Mettiamo caso che sia dovuto partire, non importa il motivo. Mettiamo caso che sia arrivato a destinazione, non importa il come. Ed ora sono qui, non importa dove.
Avevo proprio bisogno di cambiare aria, sempre la solita routine. Mi aspetto molto da questa esperienza, sono sicuro di poter diventare qualcuno qui, qualcuno di memorabile. Dopotutto ho scelto questo posto soprattutto per le sue opportunità! Il tempo di fare le carte e poi farò qualcosa di grande. Giusto il tempo di una dormita e poi farò qualcosa di grande.

Qualche problema burocratico. Cosa vuole che le dica signora, non ne va mai una giusta. Ma tanto giusto il tempo di fare le carte e poi diventerò qualcuno. Mi alzo le maniche e divento qualcuno. Nel frattempo potrei fare qualcosa, potrei iniziare a conoscere un po’ il posto. Trovare qualche amico, magari mi consiglia qualcosa.

Fare amicizia non è mai una cosa semplice, si sa. Mettici che sono anche un po’ timido. E intanto aspetto. Non ho ancora risolto con le carte. Ma tanto fra poco si risolve tutto e diventerò qualcuno. Ormai dovremmo esserci quasi.

Oggi ho conosciuto dei ragazzi. Finalmente, maledetta timidezza! Devo dire che mi stanno pure simpatici, quanto meno mi hanno dato a parlare. Si fa per dire, abbiamo problemi di lingua. Ma cosa vuole che le dica signora, si va all’estero anche per questo. Ah sono all’estero, non l’avevo detto ancora.

La cosa brutta di non avere le carte è che praticamente sono prigioniero del mondo. Ho chiesto in giro qual è il primo passo per diventare qualcuno, mi rispondono tutti che almeno bisogna avere le carte. Diamine, inizio ad annoiarmi. Voglio diventare qualcuno. Sono un’aquila nel corpo di un ghiro. Come fa un’aquila a diventare qualcuno nel corpo di un ghiro. Ora urlo. L’avete mai sentito un ghiro che urla?

Vi prego fatemi alzare da questo divano! Qualunque cosa! Mi invento anche un lavoro se è necessario, ma datemi quelle maledette carte! Che poi che problemi ha sto posto? Sono uno studente che aspetta le sue carte, mica c’è bisogno di cambiare strada quando passo!

Quei ragazzi sono tornati, abbiamo parlato ancora. Si sono impegnati anche a parlare la mia lingua, ed io la loro. Non è facile ma è divertente! Sì, oggi mi sono divertito. Stavo quasi dimenticando cosa si prova.

Devo migliorare un po’ la lingua altrimenti diventa complicato. Per fortuna che ho studiato, con un po’ di impegno sarà facile. Ah studio proprio lingue, non l’avevo ancora detto.

Le carte ancora non arrivano, ma ci sto pensando di meno. Quanto meno riesco a darmi da fare. Sembra quasi che stia ricominciando ad avere una vita, benedizione quei ragazzi. Abbiamo iniziato a fare un sacco di cose insieme. Gioco pure a calcetto! Mi ci vedete a giocare a calcetto? Ho deciso di tenere un corso di lingue. Più o meno ho imparato la loro (in un certo senso), posso insegnare la mia, ed anche tante altre!

Questo posto è fantastico. Non posso ancora legalmente avere un lavoro, né proseguire gli studi. Ma ameno sono parte attiva di questa piccola società. Non mi sento più quel peso ingombrante dei primi tempi. La gente mi cerca. La gente mi chiama. Dicono che arrivano le carte, dicono che arrivano. Me è passato un anno ed ho già realizzato il mio obiettivo. Sono diventato qualcuno. Qualcuno per qualcuno.

 

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Paola 6InMensa: terzo giorno!!!

Sorrisi e risate hanno colorato anche questo giorno. Abbiamo iniziato riunendoci nelle salette del Palazzo dell’Orologio, cimentandoci in un simpatico gioco di logica in compagnia di due simpatici ospiti: Emily e Sonia. L’esperimento consisteva nel collegare nove puntini tracciando quattro rette. Alcuni di noi sono arrivati subito alla soluzione, altri hanno impiegato un po’ più tempo. Per risolvere il rompicapo era necessario uscire dallo schema del quadrato che i puntini formavano.

Morale della favola? Nella vita, così come nel gioco, è necessario andare oltre: oltre le apparenze, oltre la normalità dei nostri giorni. Ampliare i nostri orizzonti.

“Io ho deciso di sbilanciarmi e amare di più e sognare di più… senza senso.” Dovrebbe essere questo il motto di ogni giorno: sbilanciarsi e amare di più. La prima occasione per mettere in atto questo insegnamento è proprio Paola InMensa. Alcune delle persone che incontriamo spesso sono scontrose, poco socievoli, ma noi dobbiamo essere in grado di sorridere ogni giorno, in ogni momento, di comprendere che queste persone portano dentro molte ferite e ricucirle non è semplice, ma regalare un sorriso è il primo passo per farlo.

Lo scopo di Paola InMensa non è solo quello di offrire dei pasti agli immigrati, ma anche e soprattutto quello di regalare loro un po’ di felicità e tanta speranza. Speranza per trovare un lavoro, per rivedere la propria famiglia e per realizzare qualche sogno. Avvicinandoci alla fine di questi giorni, ci auguriamo che ogni persona che passa da qui se ne vada con un pizzico di serenità in più, la stessa che riempie i nostri cuori giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Paola InMensa è gioia, è ANDARE OLTRE.

 

Torneo PIM 2016: triplice fischio!

Ieri, 24 Aprile 2016, si è concluso il torneo calcistico di Paola InMensa svoltosi durante tutto il mese di Aprile.

Nel campo del G.S. Chianello Futsal Centro Tecnico DLF, gentilmente offerto, si sono disputate le due finali tanto attese: quella over 18 tra “Paola Calcio A 5” e “New Team” e quella under 18 tra “Tigri Di Bengala” e “Hell’s Crew”. La prima vittoria è stata conseguita dalla squadra “New Team” mentre la seconda dalla squadra “Hell’s Crew”.

Ma, a sugellare questo bellissimo torneo, è stata la presenza dei ragazzi migranti del centro accoglienza di Montalto che si sono prestati, con grande entusiasmo e disponibilità, a giocare un’amichevole con i nostri ragazzi paolani. Una volta scesi in campo, l’unico colore che rendeva quei ragazzi diversi gli uni dagli altri era quello delle casacche, dei calzini, delle scarpe che sfrecciavano sull’erbetta verde del campo verso la porta avversaria speranzose di fare il goal decisivo.

“Bianchi ma non troppo” VS “Neri per caso”, questi i nomi delle due squadre sfidatesi nell’amichevole. “Bianchi” ma non “troppo” lontani dal nero; “neri”, sì, ma solo “per caso”, per un caso che ci unisce all’insegna della solidarietà e della bellezza dello stare insieme divertendosi.

A fine partita i nostri ragazzi non hanno potuto non ringraziare i loro avversari che, molto più bravi e allenati, li hanno persino aiutati durante la partita giocando secondo lo spirito che una vera “amichevole” comporta.
L’incontro si è concluso con un dolce rinfresco, con tanta musica e con un’esibizione rap del tutto inedita di uno dei ragazzi del centro accoglienza che ha coinvolto ognuno dei presenti. Paola InMensa è questo, Paola InMensa è anche questo: un arcobaleno di colori, una stretta di mano e un pallone che svetta verso la porta…

World Cafè contamina le idee di… Paola InMensa!

Anche quest’anno, dietro le quinte di Paola InMensa cominciano i preparativi!

Il primo incontro tra i nostri giovani attivi è stato però diverso dal solito, si è infatti voluto creare un ambiente di lavoro che invitava i ragazzi ad un dibattito libero e appassionato, stimolando così discussioni autogestite dagli stessi, all’interno di un quadro comune e sotto la guida di alcune domande di riferimento.
Si è voluto mettere in atto un vero e proprio incontro di relazione, così com’è lo stile del World Cafè. Continua a leggere

Ci siamo quasi

Giornata Intensa, ma lavorare con le parrocchie, le associazioni, i gruppi sportivi, i movimenti è davvero una bella ricchezza! Capisci quanto sei è diverso dall’altro ma quanto è comune il vostro obiettivo! ♥
Oramai questa è la settimana più importante… ma Noi ci siamo, e anche Voi (per fortuna) PaolaInMensa cresce! *.*
Piccolo aggiornamento della dispensa… ecco ancora cosa manca:
– Cucchiai,Forchette,Piatti;
– 20 l Olio di semi e di Oliva;
– 150 uova;
– 10 KG di Purè di Patate;
Piselli,Fagioli;
“InMensa”mente Voi, nella Carità! ♥

Maria Elena