Paola (6)InMensa: C come Cittadino

Sabato 16 aprile, insieme all’associazione di LIBERA contro le mafie , i giovani di Paola InMensa hanno analizzato la parola cittadinanza.

Che cos’è la cittadinanza? Quali sono le difficoltà dei migranti per ottenerla?

Come spiegato uno dei nostri ospiti, da Claudio Di Maio, che nella vita fa l’avvocato e si impegna ad assistere i migranti nelle varie fasi per l’ottenimento della documentazione necessaria, la cittadinanza non è altro che il riconoscimento alla persona fisica (detta cittadino), dei diritti civili e politici. Essere cittadini significa godere dei diritti civili, politici e sociali. La procedura per richiedere l’ottenimento della cittadinanza italiana è molto lunga, in quanto si può presentare domanda dopo un periodo di effettiva residenza anagrafica nel territorio italiano e tale domanda deve essere presentata presso la prefettura di residenza, compilando un apposito modulo.

Una piccola riflessione è stata fatta anche guardando verso l’Unione Europea. La cittadinanza viene riconosciuta anche a livello europeo in modo automatico in quanto consegue al possesso della cittadinanza in uno degli Stati membri. Come si ottiene?

  • per nascita: è cittadino italiano chi è figlio di padre o di madre italiani.
  • per matrimonio: lo straniero o la straniera che sposano una persona italiana
    diventano italiani.
  • per beneficio di legge: le legge prevede espressamente alcuni casi, ad esempio il figlio di stranieri nati in Italia, se ha risieduto ininterrottamente nel territorio italiano, al compimento dei 18 anni può richiedere la cittadinanza italiana.

Dario, raccontandoci della sua esperienza nello SPRAR di Crotone, ci ha reso partecipe della difficoltà effettiva di conoscere la vera storia dei migranti che arrivano in Italia. Lo SPRAR, si propone due obiettivi principali: offrire misure di assistenza e di protezione al singolo beneficiario, favorirne il percorso di integrazione attraverso l’acquisizione di una ritrovata autonomia. Tutto è destinato a soggetti già titolari di una forma di protezione internazionale (rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria).  In definitiva, la cittadinanza va riconosciuta e non concessa!
Don Ennio Stamile, invece, ci ha aiutato a riflettere su quanto è importante costruire realtà come Paola InMensa; “urbs, civitas, diversitas“, spazi, città e relazioni da vivere, da far crescere e far incontrare. Solo così, noi tutti stranieri in questa terra, possiamo ottenere la cittadinanza.
“La meta del cammino umano non è ne’ un giardino ne’ la campagna, per quanto fertile ed attraente, ma la città… una città dunque in cui sono chiamati ad abitare tutti i popoli della terra. Di giorno le porte non saranno mai chiuse e non ci sarà più notte. Non occorre necessariamente avere davanti agli occhi una città ideale, ma almeno un ideale di città. Una città fatta di relazioni umane responsabili e reciproche, che ci stanno dinnanzi come un impegno etico. La città non è, dunque, il luogo da cui fuggire a causa delle sue tensioni, dove abitare il meno possibile, ma il luogo nel quale imparare a vivere. (…)”.

Paola InMensa 6 anche Tu… e il tuo impegno, la tua presa di posizione, il tuo coraggio all’inclusione cambierà lo spazio che ti circonda, che prenderà forma e si relazionerà nonostante tutto.

Grazie Libera, grazie Claudio, grazie Don Ennio Stamile

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