Paola InMen5a ti porto nel cuore

Il cubo di legno chiude la porticina, la cucina spegne i fornelli, le tavole vengono sparecchiate… e io ogni anno mi ritrovo qui a scrivere un resoconto sulla nostra Paola InMensa che pian piano, con gioia, è diventata la Paola InMensa di tutti. Ho vissuto giorni di sorrisi e di abbracci ma, forse perchè sto crescendo, quest’anno di Paola InMensa porto nel cuore il rimpianto di non riuscire a fare di più.

Porto nel cuore tante domande a cui è difficile trovare risposta, soprattutto quando ti vengono poste da Fatima, una bambina senegalese di 10 anni che trova nei volontari dei nuovi “migliori amici”. Ci ha osservato attentamente per quattro giorni, assalendoci simpaticamente di mille perchè. “Chissà quanto avrai pagato per quell’apparecchio ai denti. Se io avessi i soldi tornerei in Senegal anche con i denti storti!”.

Porto nel cuore il disorientamento di Momò, arrivato a Paola con papà Falù e mamma Nenè, accolto tra le braccia di noi tutti. Porto nel cuore il suo sguardo perplesso, chissà cosa avrebbe voluto dirci. Porto nel cuore tutti i suoi sorrisi che per noi sono stati una conquista, il suo addormentarsi dolcemente ogni sera e ogni pomeriggio dopo pranzo, le sue poche parole.

Porto nel cuore i saluti affettuosi di Serigne, da tempo ormai nostro compaesano. I suoi “grazie” e i suoi “vi voglio bene”.

Porto nel cuore gli occhi tristi di Isacco, il bimbo che assieme al papà vendeva in giro tartarughine portafortuna, quando lo invitavamo a venire a pranzare insieme a noi invece di acquistare una decina di tartarughe. Porto nel cuore i suoi occhi luminosi quando finalmente ha accettato l’invito e ha riempito la nostra bacheca di disegni colorati. Porto nel cuore il suo sguardo orgoglioso nel farmi vedere che era capace di scrivere il mio nome vicino al suo.

Porto nel cuore tutte le storie di coraggio che ho ascoltato. Porto nel cuore il modo in cui molti hanno lottato per raggiungere l’Italia. Porto nel cuore il loro desiderio di rincorrere una vita migliore e tutto ciò che hanno fatto per provare a realizzare il sogno grande di una vita felice. Porto nel cuore un interrogativo pesante. Io sarei disposta a fare tanto?!

Ecco, di Paola InMensa quest’anno mi rimangono soprattutto tante domande. Spero “silenziosamente giorno dopo giorno” di costruire insieme a tutti i volontari, gli amici e la comunità ancora di più.

Nel frattempo mi tornano in mente le parole di Lamine, arrivato in Italia 5 anni fa dal Senegal. Oggi lavora come bracciante e collabora con l’Associazione SOS ROSARNO. Vive ogni giorno un clima di ostilità solo per avere un colore della pelle diverso, solo per essere nato nella “parte sbagliata” del mondo. Ci ha raccontato che per essere felice gli basterebbe ricevere il sorriso di qualcuno quando passeggia per le strade di Rosarno. E allora, per quanto piccola possa essere la realtà di Paola InMensa, per quanto poco possa donare a queste vite, per quanto non sia in grado di risolvere il dramma di storie di ingiustizia, è grazie a lei che la vita di qualcuno è stata arricchita di sorrisi veri, reali, bellissimi. E che questo qualcuno non sia solo io, non sia solo Fatima, non sia solo Momò, non sia solo Serigne, non sia solo Isacco, rende tutto più importante.

Grazie a chi ha collaborato per rendere il nostro piccolo progetto, la realtà bella che Paola vive nei giorni di festa dedicati a San Francesco. Grazie ai volontari e a chi ci ha aiutato a recuperare tutto ciò che ci è servito per offrire ogni giorno circa 300 piatti caldi a pranzo e sempre più di 350 a cena. Grazie a tutte le Associazioni che hanno condiviso con noi organizzazione e gestione dei quattro giorni. Grazie a chi ci ha mostrato il suo appoggio e la sua solidarietà.
Grazie a Fatima, Momò, Falù, Nenè, Serigne, Isacco, Lamine e a tutti gli altri sguardi che hanno cambiato il nostro modo di vedere la vita.

Quest’anno ho occhi nuovi.

Sara Gaudio

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PIM5: il Quinto giorno

Primo, secondo, terzo e quarto giorno… e poi?
Paola InMensa continua anche dopo! Anzi, Paola InMensa è soprattutto dopo il quarto giorno.
Per capire l’importanza del quinto giorno si deve rispondere alla domanda: “Fino a quando esserci?”. La risposta é, ovviamente, “sempre”. Dobbiamo esserci sempre. Dobbiamo esserci nel quinto giorno, ovvero nella nostra quotidianità.
Paola InMensa va al di la’ dei 1120 pasti serviti a pranzo e dei 1505 distribuiti in fiera in serata, va al di la’ della fatica di tutti i volontari: è un’esperienza che deve cambiare il modo nel quale concepiamo il prossimo e il come aiutiamo i più bisognosi.
Le storie di vita di tutti coloro che abbiamo incontrato prima e dopo Paola InMensa hanno cambiato il nostro modo di vedere la realtà che ci circonda. Diverse associazioni come Libera contro le Mafie e soprattutto la SOS Rosarno, che ha lo scopo di salvare il territorio e la dignità dei braccianti spesso sfruttati, ci hanno aiutato a prepararci nel migliore dei modi a questa esperienza, offrendoci un’ottica diversa per vedere le cose. Ci hanno aiutato a capire che con piccole azioni si può modificare il destino di una piccola realtà; e che non è mai tardi per unire le forze e lottare per costruire qualcosa di utile per la nostra società.
A volte non ci aspettiamo che un incontro casuale con uno di loro possa cambiare la nostra concezione del mondo… Ma l’incontro con Fatima, una ragazzina di appena 10 anni ha scosso i nostri cuori. Lei ha raccontato che ha perso entrambi i nonni durante una tempesta mentre venivano in Italia. Ciò fa capire che le tragedie sul Mediterraneo non sono dei semplici fatti di cronaca e che tutte queste vite non possono essere ridotte a semplici numeri, e la questione non va affrontata da un punto di vista semplicemente politico ed economico ma soprattutto umanitario.
Paola InMensa perciò, ha una funzione fondamentale nel percorso di vita dei volontari giovanissimi, e infatti quest’anno vi sono state numerose le adesioni di nuovi volontari.

È gratificante sapere che le nuove generazioni, spesso etichettate come “menefreghiste” siano disposte ad aiutare l’altro.

L’augurio che Paola InMensa fa a tutti i volontari e a tutta la comunità, è che possano continuare a vivere quest’esperienza per tutto il “Quinto Giorno”.

Rodolfo Rezende

 

 

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Come vivere Paola InMen5a

Le vele di “Paola in mensa” continuano ad essere agitate e spingere, nell’immenso oceano, la piccola goccia dell’Amore.

Siamo giunti già al terzo giorno, ma non siamo stanchi! Sì, perché quando si ama non si può essere stanchi, non si può essere sazi: il lavoro è gravoso, la fatica è tanta, ma siamo felici; questo è il segreto di tutto: l’Amore soddisfa, l’Amore riempie, l’Amore rende felici davvero!

Noi volontari di questa meravigliosa iniziativa siamo testimoni di tutto questo, e ogni anno aspettiamo questa occasione per metterci in gioco, offrendo le nostre mani, i nostri occhi, il nostro cuore, tutto noi stessi, per dire nella concretezza che ancora esiste il valore della solidarietà e che ne abbiamo troppo bisogno!

Significativo è il fatto che tutto parte proprio da quella gioventù che tutti chiamano “bruciata”: noi abbiamo ereditato una cultura dello scarto e dell’indifferenza, ma non vogliamo accettarla ed è per questo che gridiamo, nei fatti e non con le parole, che abbiamo bisogno dell’Amore e non di tutto ciò col quale il mondo vuole sostituirlo e soffocarlo!

In ognuna delle giornate abbiamo cercato di rispondere a un quesito; oggi la domanda è: Come vivere questa iniziativa?

Punto cardine della nostra opera, prima ancora del mangiare, è l’incontro: il nostro obiettivo è offrire, insieme al pasto, un sorriso, un tenero sguardo, la nostra amicizia e la nostra vicinanza. Noi viviamo tutto questo in nome dell’Amore; questa è la risposta alla domanda di oggi. Non facciamo niente di speciale, perché cerchiamo di attuare solo la normalità!

Per noi è una grande occasione l’avventura di Paola InMensa, perché noi distribuiamo il cibo, ma chi viene a mangiare ci permette di amare, e ,dunque, di portare a compimento la nostra esistenza!

Noi volontari di Paola InMensa non possiamo che dirvi: Grazie, per la vostra amicizia, per aver accettato il nostro aiuto e per essere stati con noi, con le vostre storie e le vostre personalità! Grazie perché ci avete permesso di sperimentare la solidarietà e l’amore! Grazie di cuore!

 

In mattinata sono stati serviti più di 250 pasti, completi di primo e secondo, frutta e dolcetto. In serata, tra la zona del Lungomare (con il prezioso aiuto della Croce Rossa) e la zona di Corso Roma sono stati distribuiti più di 380 secondi piatti.

Tantissimi post-it stanno colorando la bacheca della mensa, pieni di messaggi di gioia, speranza e ringraziamento. Ma i messaggi più belli sono quelli che resteranno nel nostro cuore e che nessuna parola potrà esprimere mai in modo adeguato.

Pietro Giordano

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PIM5 secondo giorno: diamo i numeri!

Secondo giorno… diamo i numeri!

Circa 40 i giovanissimi che hanno offerto il loro servizio tra volantinaggio in fiera e postazioni per servizio navetta in stazione, piazza e dormitorio ferroviario.

2, le navette messe a disposizione dal Centro Piergiorgio Frassati e dall’Associazione Vivila..la vita è bella.

Circa 30 i volontari in cucina, stanza impiattamento e servizio nelle tre sale.

350, i pasti serviti all’ora di pranzo.

360 quelli scesi in fiera nelle ore serali, con qualche difficoltà, ma riuscendo ad offrire un piatto caldo anche a chi durante la mattinata non riesce a raggiungerci.

 

resoconto secondo giorno 2015

 

PIM5: la Strada del secondo giorno

Abbiamo girato insieme, incontrato la gente più strana e imbarcato compagni di viaggio.”

Queste parole, tratte dalla canzone “La strada”- Modena City Ramblers, hanno aperto la giornata, diventandone anche un po’ il motto. Descrivono con molta semplicità la caratteristica di questi giorni: gli incontri!

Partecipando a Paola In Mensa, infatti, nel giro di poco tempo si incontrano un sacco di persone. Alcuni rimangono, altri no, ma poter trascorrere anche poco tempo con persone così speciali riempie il cuore! Proprio come diceva oggi una delle ragazze che partecipa a quest’iniziativa sin dal primo anno, a volte non conta l’età , si può imparare sempre qualcosa dalle persone che ci circondano quotidianamente, e da quelle che condividono con noi solo un breve viaggio, sia dai più piccoli che dai più grandi.

Anche le piccolezze, come suonare il bongo, possono trasformarsi in un grande insegnamento della giornata. La musica piace a molti di loro, e alcuni sono stati felici di far conoscere anche a noi le canzoni che ascoltano generalmente.

Uno dei ragazzi che mi ha colpita di più e con cui ho avuto molto piacere a parlare si chiama Omar. Con un gran paio di occhiali molto simpatici, si è presentato a noi con molta allegria. Ci sono delle persone, proprio come lui, che quando ti incontrano riescono a trasmetterti anche solo in cinque minuti tutta la felicità e l’allegria che vive dentro di loro e, avendo provato questa sensazione proprio oggi, posso dire con tutta sincerità che è meravigliosa!

Altri uomini sono stati più riservati, ci hanno raccontato della loro famiglia, uno in particolare ci ha detto di avere otto figli, ma ha preferito non raccontarci altro.

Un piccolo insuccesso, ma noi di Paola In Mensa non ci arrendiamo! Questa è una bellissima giornata, e ci auguriamo che sia sempre così!

Concludo con un messaggio che voglio trasmettere a tutti coloro che abbiamo incontrato:

Buon viaggio e buon cammino ovunque tu vada, forse un giorno potremo incontrarci di nuovo lungo la strada.

Marta Tunno

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Paola InMen5a: giornata da 10 e lode

Questa mattinata si è conclusa davvero bene.

Abbiamo accolto molte persone al “palazzo dell’Orologio” e abbiamo avuto modo di parlare un po’ con loro. Molti vengono dal Bangladesh e dal Senegal, e la maggior parte, emigrata in Italia da ormai più di 2 anni, vive nella zona di Napoli. Ci hanno raccontato dei loro viaggi in Italia, delle fiere come la nostra a cui hanno preso parte vicino Roma, Napoli e tante altre città, ma sono particolarmente rimasti colpiti dall’accoglienza di Paola e di Cosenza.

“Qui siete tutti bravissimi!”

Ho apprezzato davvero il momento in cui uno di loro ha detto questo, mi ha resa orgogliosa perché siamo riusciti nel nostro scopo: trasmettere gioia nei loro cuori! Alcuni ci hanno detto che a volte desiderano tornare nel loro paese, vicino alla propria famiglia, soprattutto per trovare un lavoro che qui non c’è. Ma, subito dopo, con un gran sorriso, ci hanno fatto capire che qui stanno bene lo stesso, perché a volte, quando sei circondato da persone che mostrano gentilezza e amore nei tuoi confronti, alcuni problemi passano in secondo piano e, nel migliore dei casi, si possono anche risolvere. E che cosa c’è di meglio di trasmettere forza e speranza?

Un incontro molto piacevole è stato anche quello con Fatima, proveniente dall’Africa e che attualmente vive a Campora. Pur essendo piccola e timida, fin da subito si è aperta con noi. Ci ha raccontato un po’ di lei, che le piace la ginnastica e sogna di diventare alta come il suo papà. Certi momenti ti fanno stringere il cuore, è bello vedere l’innocenza di una bambina che ha tanti sogni e desideri semplici, nonostante vivano una realtà difficile e diversa dalla nostra. E’ proprio da queste persone che si comprende l’importanza delle piccole cose. Un sorriso, una stretta di mano, un abbraccio, a volte sono più importanti di tutta la ricchezza di questo mondo!

Concludo col dire che oggi abbiamo imparato tutti qualcosa, inizialmente è stato difficile poter iniziare una conversazione con loro, ma dopo è stato tutto più semplice.

Direi proprio che è stata una giornata da 10 e lode!
(Marta Tunno)

Fai felice gli altri e sarai felice anche tu!”

 

1 maggio marta

I giovanissimi raccontano la loro Paola InMen5a

Anche la quinta edizione di Paola In Mensa è iniziata! Come ogni anno l’obiettivo che noi tutti ci poniamo è quello di incontrare sempre più persone, regalare sorrisi e trascorrere meravigliose giornate insieme all’insegna dell’accoglienza e dell’allegria. E’ un’occasione per mettersi in gioco e provare nuove emozioni!

La giornata è iniziata con la musica. Ci siamo radunati presso le salette per iniziare a disporre l’organizzazione di questi giorni ma, in modo particolare, per comprendere il significato di quest’esperienza che stiamo per intraprendere. In questo ci ha aiutato Jovanotti, con la canzone “Ora”. Una canzone che ci insegna che accanto a tante speranze spesso ci sono anche delusioni, ma ciò non è un buon motivo per tirarsi indietro e per rinunciare ad inseguire ciò che ci rende felici. Nulla dovrebbe impedirci di fare qualcosa, in modo particolare di aiutare qualcuno. Paola InMensa si inizia senza aspettarci nulla: un anno potrebbe dare meno soddisfazione rispetto ad un altro, un giorno potremmo accogliere tante persone o fare il contrario, ma la cosa fondamentale è provarci, metterci il cuore sempre. Paola InMensa regala sorrisi a chi viene accolto e rende più ricchi noi volontari che ci occupiamo di questo servizio. Certo, ognuno di noi spera che sia sempre meglio, ma anche se non dovesse essere così, la gioia che colmerà il nostro cuore per aver aiutato qualcuno, o per lo meno averci provato, sarà comunque immensa.

Se hai la possibilità di aiutare qualcuno, fallo, e mettici tutto te stesso!”

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