Diritti Umani e Dignità: Lamine ci racconta la sua storia

La storia di Lamine è la storia di chi è sempre in cerca di riscatto.

Non sognava questa vita, non sognava giorni lontani da casa e dai suoi affetti più grandi, non sognava dormire in un casolare diroccato in pessime condizioni igienico-sanitarie, non sognava di essere trattato come schiavo. Eppure la nostra Calabria 5 anni fa gli ha offrì questo, un tetto barcollante e orari massacranti di lavoro. Rosarno gli offrì questo e lui accettò, perchè essere padre di figli lontani vuol dire accettare la sofferenza sperando si trasformi poi nell’opportunità di vivere future vite dignitose. Ha accettato ma senza mai darsi per vinto. Ha accettato dando valore ogni giorno alla sua voglia di riscatto. Si alza ogni mattina entusiasta nel vivere una nuova giornata, contribuendo nel suo piccolo ad essere ponte tra due culture, quella italiana e quella africana, che ancora oggi fanno fatica a venirsi incontro. Non conosce a fondo lingua e tradizioni italiane, ma è un curioso e appassionato amante della letteratura, spera di avere la possibilità di approfondire tutto con il tempo.

Per ora ha seguito un corso ed è diventato mediatore linguistico: il suo costante impegno nel migliorarsi si vede anche da questo. Da qualche anno collabora con Arturo e con tutta l’associazione “SOS Rosarno”, nata per contrastare l’egemonia economica dei potenti tramite una “nuova cultura contadina”, fondata su qualità e solidarietà, che punta sull’agricoltura sostenibile e sulle arti e l’artigianato per riscoprire in modo equo e solidale, allontanandosi dalle logiche del mercato delle multinazionali, la terra della piana di Gioia Tauro. Quando ogni tanto riesce a tornare in Senegal, Lamine cerca di raccontare il più dettagliatamente possibile come si vive qui da noi. Cerca di dissuadere amici e conoscenti dal partire in cerca di fortuna: qui fortuna non ce n’è. Ma si rende conto che chi parte non cerca fortuna, cerca solo di fuggire dalla morte certa, anche solo andando incontro a una mera sopravvivenza. Si infastidisce un po’ nel raccontarci di chi torna in Africa dopo essere scappato e finge di vivere bene in Europa, magari comprando solo per l’occasione bei vestiti e tanti regali. Ci spiega che è il peso di una responsabilità che opprime: la famiglia che lasci ti vede come l’eroe che emigra per risollevare le sorti di genitori, figli, fratelli e nipoti. Gli si illuminano gli occhi quando parla di sua moglie e dei suoi figli. Sta lavorando per farli venire in Italia, ma la burocrazia è cosa difficile da superare. Non ci nasconde la paura nel mandare i suoi bambini a scuola a Rosarno. E’ un paese da cui ancora non si sente accettato, cammina per strada desiderando un sorriso e riceve solo sguardi indiscreti. I bimbi piccoli persino scappano quando lo vedono e davvero non si spiega come un genitore possa far covare nel cuore di innocenti odio e male. Non vuole che i suoi figli vivano una situazione del genere, non vuole che si sentano discriminati per il colore della loro pelle. Ci invita a riflettere sulle scelte che prendiamo ogni giorno. Ci suggerisce di aprire il cuore, quello mai potrà consigliarci strade sbagliate. Lui oggi ci ha aperto il suo, con qualche difficoltà ma con grande coraggio. Ancora una volta ha scelto di mettersi in gioco, perchè ai minuti di silenzio bisogna sempre preferire le occasioni per alzare la voce e farsi sentire.

(Sara Gaudio)
lamine
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...