Chiacchierata con Ali’

Il tema del terzo giorno è stato: nessuno escluso. Come lo sono le persone, che dopo aver mangiato in mensa , invitiamo a sedere con noi sotto il gazebo nell’attesa della navetta. Nell’attesa molti sono disposti a raccontarci un po’ della loro vita, chi con un sorriso e chi con aria malinconica. Spesso le “chiaccherate” durano pochissimo ma alcune anche se brevi insegnano qualcosa. Come la “chiaccherata” con Alì.

Alì è del Bangladesh, è in Italia da cinque anni e vive a Napoli. Prima di lui molti altri immigrati che vivono a Napoli, alla domanda “Ti piace più Paola o Napoli?” ci hanno risposto esprimendo la loro preferenza. Ma Alì risponde che per lui Napoli e Paola sono uguali ed anzi tutta l’Italia per lui è uguale. Subito dopo avermi dato questa risposta purtroppo arriva la navetta e Alì se ne va.

Grazie ad Alì ho potuto capire cosa significa per una persona andarsene dal proprio paese, il paese che gli ha dato le origini e in cui vive la famiglia che ama, assaporandone per un attimo i sentimenti, le emozioni. Ho potuto capire tutto questo non leggendo un romanzo o guardando un documentario; ho capito tutto questo incontrandomi con lui. Quando mi ha risposto con le sue parole e il suo sguardo malinconico, ho capito che una persona che emigra, perché nel suo paese qualcosa non funziona, ama, ma allo stesso tempo odia il suo paese.

Questa è una realtà che riguarda purtroppo anche noi italiani: in molti sono emigrati nello scorso secolo e tanti anche in questo nostro tempo, che sta portando via i talenti e i giovani dal nostro amato Paese.

Io, che sono giovanissimo, mi auguro che un giorno, pensando all’Italia, non provi gli stessi sentimenti che oggi mi ha trasmesso Alì.

 

Terzo giorno: nessuno escluso!

La pioggia.

Questa è stata la difficoltà del terzo giorno, che tutti ambulanti e volontari hanno dovuto affrontare.

Nonostante abbia piovuto parecchio però, Paola InMensa non si è fermata. Anche oggi le navette sono state messe in moto e i volontari tutti si sono rimboccati le maniche. “Nessuno escluso” è il tema del terzo giorno, nell’incontro tenuto da Eugenio Barone in una delle sale del palazzo e davvero nessuno è stato escluso; dalla mattina, con tre sorelle provenienti dall’Eritrea che non conoscevano nessun altra lingua se non il tigrino, loro lingua natia fino alla sera, quando consegnare i pasti in fiera voleva dire ritrovarsi con le scarpe piene dacqua.

Il terzo giorno ha avuto anche la gioia di ospitare un secondo bambino oltre a Mohammed, per la gioia di tutti i volontari, nel farlo giocare e coccolarlo.

350 i pasti consumati a pranzo ed altri 300 distribuiti la sera in fiera, di cui un centinaio dati alla Croce Rossa, che quest’anno ci ha aiutato nella distribuzione serale. Record per i numeri, in questi giorni.

La pioggia forse, è stata una benedizione.

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La storia di Omar

Omar ha 25 anni e viene dal Senegal ma, come scherzosamente ripetuto più volte, ormai è “più italiano di me”.

E’ arrivato con la sua famiglia in Italia circa 14 anni fa ed ha vissuto fino a poco tempo fa a Milano. E’ molto grato all’Italia e agli italiani. Ha studiato per diventare geometra, ha giocato in una squadra di calcio (tutti senegalesi e un italiano… era meno forte di loro ma giocava sempre titolare: “non siamo mica razzisti” mi ha detto) e ha trovato l’amore, solo temporaneo sfortunatamente, perchè spesso, come capita anche a noi, mentre da un lato “l’amore è cieco” dall’altro può essere un affetto fatto di interessi, soprattutto quando un ragazzo sembra essere una giovane promessa del calcio. Dopo la delusione d’amore e la voglia di girare il mondo, Omar accompagna la sorella maggiore ai mercati e alle fiere di tutta Italia. Vede volti nuovi e conosce gente interessante, sogna di viaggiare ancora tanto e di tornare a Paola a trovarci presto… la nostra accoglienza è stata la più calorosa che ha trovato fino ad ora!

Grazie all’Internet Point ci ha fatto conoscere tutti i suoi amici più cari e la sua famiglia… chissà un giorno se mostrerà ad altri le foto scattate insieme a noi oggi. Non ci vedremo spesso, ma sappiamo di avergli rubato un pezzettino di cuore.