Paola InMens4: quarto giorno!

E fu sera e fu mattina: quarto giorno della quarta edizione di Paola InMensa!!!

Intorno le ore 12 oggi, ultimo giorno di Paola in mensa e di fiera, iniziano ad arrivare i primi immigrati. In attesa dell’arrivo dei pasti mi fiondo verso di loro per porgere alcune domande. Sebbene abbiamo qualche piccolo problemino linguistico, sembrano molto disponibili e pronti a rispondermi. Raccontano di essere in Italia da 14/15 anni e di essere originari del Senegal e del Marocco e di trovarsi molto bene qui nel nostro Paese. Uno di loro, più anziano e a Paola da molto più tempo, partecipa alla fiera da ben 20 anni! Sono molto contenti del servizio offerto da Paola InMensa e affermano con piacere di mangiare molto bene. Chiedendo se nei quattro giorni appena trascorsi abbiano avuto problemi con la “Security” rispondono di no per fortuna. Quest’ultima, infatti, è stato motivo di questioni durante il primo giorno di fiera, poiché avevano come solo intento quello di far fuori “gli abusivi”, come da loro definiti.

Apparentemente sembrano molto più grandi dell’età che realmente hanno, come Simon ed Alì, di soli 20 e 22 anni, originari del Bangladesh, della città di Dacca, città famosa per via del crollo del Rana Plaza. E’ notevole come la maggior parte degli immigrati che arrivano siano originari principalmente del Bangladesh. Simon ed Alì sono in Italia da soli due anni e sebbene abitino a Cosenza non perdono l’occasione di partecipare alla fiera, usufruire dei nostri pasti e di esserne anche molto felici.

Alcuni dei nostri ospiti, terminato il pasto, rimangono qui in nostra compagnia festeggiando a suono di bongo e intonando canti che con il loro ritmo coinvolgente invitano ad allegre danze non solo i giovanissimi, ma anche i più adulti.

Verso le 13.30 le presenze cominciano ad essere numerosissime, i pasti ad aumentare, proporzionalmente ad i sorrisi che puntualmente ci regalano tutti i partecipanti quando arrivano e quando escono. Ad accompagnare il tutto, continuano i canti ed i balli qui sotto il nostro terrazzone di Montevergine, compresi quelli in onore del nostro Santo Francesco. Le sole foto, probabilmente, non sarebbero in grado di descrivere a 360 gradi la situazione attuale, ma è innegabile come così tante persone siano state coinvolte nei canti in Suo onore.

Da grandi a piccini senza esclusione qui dal terrazzo se ne vedono e se ne sentono realmente “di tutti i colori” e l’entusiasmo è davvero tanto, sia da parte dei volontari che dagli immigrati. Questi ultimi, felici e impressionati di quanto abbiamo fatto per loro, invitano i ragazzi ad una partita di calcio.

Questa è la prova di come il razzismo sia in realtà solo un limite mentale.

 

 

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