I… come Intercultura

Terzo Incontro.

Passando dall’aspetto pratico dell’accoglienza all’aspetto culturale della cittadinanza siamo giunti, nel terzo e conclusivo incontro, al fine ultimo non solo di Paola Inmensa ma anche di una società che abbandona la logica del profitto e dell’interesse personale e apre le porte ad una visione meno egoistica dell’esistenza: l’intercultura.

Ad esporre il tema sono state due persone che in maniera diversa e per motivi differenti hanno dovuto affrontare questa problematica nel corso della propria vita.

Il dibattito è stato aperto dalla professoressa Parsa, la quale ci ha raccontato della sua partenza dall’Iran e dell’arrivo in Italia. Trascorsi ormai più di cinquanta anni, gli scenari dell’accoglienza, forse per l’entità numerica o forse per mancanza di sensibilizzazione e per pulsioni individualistiche, sono mutati: lo straniero, oltre alle già citate difficoltà burocratiche, trova chiuse le porte degli italiani sempre più restii a riconoscere nell’altro se stessi, dimostrandosi più propensi ad esecrarlo (probabilmente anche per la strumentalizzazione politica che si è fatta di essi, ndr).

Poi Sabrina ci ha raccontato di come il Mediterraneo sia un luogo di passaggio e di vita profonda; solo lo può sapere una mamma che, alla fuga dello scafista e per paura di morire in mare e tenendo tra le braccia la sua bambina per quattro giorni, decide di guidare il peschereccio fino le coste italiane.

Ma più poeticamente, parafrasando le parole di alcuni scrittori, possiamo dire che il Mediterraneo è il luogo del ricordo e delle speranze. Ecco che la strade si incrociano: la memoria indelebile della professoressa ci rammenta di come la scuola la sosteneva attraverso un insegnante che durante i compiti in classe le faceva lezioni di italiano, perché il successo di tutti è preferibile a quello del singolo. Hic et nunc: il muro della memoria si rompe quando si ricordano le più recenti e becere proposte di classi per soli stranieri. E l’intercultura dov’è finita?

L’appuntamento prossimo è per O come OPENDAY, la Festa che apre le porte della mensa! 30 Aprile, ore 19.30, Piazza del Popolo, con Sergio Tacconi e tanto divertimento!

Vi aspettiamo!!!

 

Francesco Cassano

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