Caro lettore

Tratto da Il Giornalino:

Caro lettore, auguro a te e ai tuoi cari buone feste, ma per un istante vorrei che entrassi nel mondo di PaolaInMensa. Ebbene sì, sto parlando di quella realtà tanto criticata e nel contempo amata dal mondo Paolano da essere entrata nel panorama della nostra cara città.

Tutto è nato quasi in maniera improvvisa tre anni fa, da alcune piccole grandi persone che non hanno creduto nei non-valori della nostra società, poiché stanchi di sentire la parola “diverso”: il mondo è fatto di persone, aventi pari diritti e possibilità. Tutti hanno la facoltà di ricercare la felicità, nessuno escluso. Con questa consapevolezza molte umili persone hanno intrapreso un cammino, una strada che parte dal Senegal, Marocco, Pakistan, Bangladesh e giunge, per ora, in Italia, terra promessa, “salvezza”, “ancora di salvataggio”.

Ottime idee, per carità: peccato che queste, dopo qualche giorno, sono state stroncate dall’italiano medio, incapace di comprendere le difficoltà dell’altro uomo, di suo fratello. “Aprite, anzi, spalancate le porte dei vostri cuori” diceva Papa Wojtyla. Da cosa nasce questa nostra incapacità? Colpa di internet, delle tecnologie, del surriscaldamento terrestre o, perché no, dei moti lunari? Sarà, ma a mio avviso questi portoni hanno una serratura strana, che varia da momento a momento. Crediamo di essere fraterni con il prossimo, ma alla fine dei conti diventiamo ciò che non vorremmo mai essere: “Dio si dona solo se lo si ha ricevuto”. Da qui ogni critica proveniente dalle false caritatevoli persone cade: basta sparlare di un’attività così nobile.

Pensa, caro lettore, che un organo del genere è riuscito ad unire per lo stesso fine più associazioni aventi obiettivi ed interessi differenti, a favore del grande e umano, così almeno dovrebbe essere, aiutare il fratello in difficoltà.

Invito a palazzo “PaolaInMensa” tutti coloro i quali ritengono che questo organo non porti a niente solo per far vedere loro i sorrisi delle persone bisognose, le storie che queste raccontano e i consueti bonghi che arricchiscono le nostre giornate. Lo ammetto: siamo un po’ fuori di testa per gli standard del mondo d’oggi. Invece di andare in fiera e “divertirci” stiamo sotto il sole per offrire del cibo a delle persone che tra qualche giorno se ne andranno. Questa è una
consueta osservazione che nasce dalla superficialità che, ahimè, ci avvolge. Cosa si intende per divertimento? Il semplice momento in cui il mondo è tutto ciò che desideri veramente: è il momento in cui la vita si accende, proprio come una miccia.
Abbronzati, bruciati, affamati, stanchi: sono tutti i nostri sentimenti a fine giornata. Tuttavia, caro lettore, sappi che, nel momento in cui ci sdraiamo sul nostro letto ci addormentiamo felicemente come un bambino che ha saziato la sua sete di felicità: il mondo è bello quando ciò che lo caratterizza è tale.

I ragazzi di Paola InMensa.

Tratto da Il giornalino.

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