Il sorriso di Alessio

Alessio ha un dono. Tanti a dire il vero, ma il primo che abbiamo ricevuto appena lo abbiamo incontrato, ormai un bel po’ di anni fa nelle salette della parrocchia, è stato il suo sorriso. All’inizio era un sorriso timido, da ragazzo che si vuol far spazio nel mondo; nel tempo è diventato un sorriso colorato, entusiasta e contagioso, di quelli che aiutano te a sentirti nel posto giusto del mondo ovunque lo incroci.

La straordinaria capacità di farti sentire a casa l’ha rivelata a Paola InMensa, dove il suo sorriso è diventato la chiave di accesso a ogni nuovo incontro, la qualità migliore per avere cura di vite in difficoltà, il modo giusto per avvicinarsi con discrezione e cautela ai bisogni degli altri. Ci siamo messi in gioco, insieme, in un’avventura difficile quanto meravigliosa, conservando intatte le nostre identità, complete dei nostri limiti che, però, nel nostro legame con lui non sono mai stati un ostacolo. Siamo cresciuti insieme, a volte intraprendendo strade diverse, ma continuando a camminare allo stesso ritmo, quello dell’affetto sincero. Siamo consapevoli che il suo impegno di questi anni è sempre stato per scelta e mai per circostanza e ci piace credere lo abbia fatto perché ha trovato in noi prima di tutto degli amici, oltre che dei compagni di avventura, proprio come è stato per noi, che abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di incontrarlo. E questo perché non abbiamo mai vissuto Paola InMensa come etichetta o come semplice luogo: insieme, abbiamo dato vita a quegli spazi e quella vita resta senza tempo, perché il presente e il futuro sono il risultato di ciò che abbiamo costruito fino ad oggi e il segno di ciò che è stato influenzerà per sempre ciò che sarà. E soprattutto ciò che saremo.

Ci uniamo al dolore della famiglia e affidiamo al Signore la difficoltà di questa prova, nel tentativo di affrontare la strada che ci attende come ci promettiamo ogni anno, alla fine di Paola InMensa: uniti, legati, stretti, provando a vivere al plurale, dove le bellezze si moltiplicano e le sofferenze si dividono.

Tu, Alessio, dacci la forza e continua a sorriderci. Proveremo a volgere sempre gli occhi in alto perché, noi lo sappiamo, siamo ancora tutti sotto lo stesso cielo.

 

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PIM9: tiriamo le somme

Quando la fine dei 4 giorni di Paola InMensa arriva, tirar le somme non è mai semplice.

Date loro voi stessi da mangiare” dice il Vangelo di Matteo e, senza fare troppa retorica, ogni anno per noi volontari quest’esperienza non si limita all’offerta di un pasto caldo, ma racchiude al suo interno un percorso entusiasmante che ci porta a condividere con gli ospiti tutto di noi: il nostro bagaglio di vita, la nostra fatica, le nostre emozioni, i nostri occhi, le nostre mani, le nostre bocche e i nostri passi.

E occhi, mani, bocca e passi sono state le parole che ci hanno accompagnato durante i 4 giorni e che ci hanno permesso di focalizzare al meglio idee e pensieri (che troverete online nei prossimi giorni!).

Inutile dire che quanto riceviamo in dono è altrettanto prezioso: ci insegna di volta in volta a vivere le sfide del nostro tempo senza tirarci indietro, a prendere possesso dei luoghi a cui apparteniamo, e non solo perché ci siamo nati, ma perché ne diventiamo protagonisti.

Paola InMensa è fatta di legami saldi che pur stringendoci forte ci rendono liberi di scegliere, a qualsiasi età. Ci fa conoscere da vicino i disagi della vita vera e ci regala una nuova sensibilità per essere attenti alle esigenze degli altri. Ci insegna ad avvicinarci con discrezione e cautela ad esistenze in difficoltà, ricordandoci che se qualcosa è fragile è perché è estremamente prezioso. Ci permettere di camminare insieme, ognuno col suo passo, senza calpestare i sogni verso cui andiamo incontro. Ci pone davanti ad interrogativi difficili, a cui ogni anno non troviamo una risposta sufficientemente adeguata.

Ma ogni volta proviamo a fare un po’ di più, nei modi in cui ci è possibile. Quest’anno il “di più” ha preso la forma di scarpe e coperte calde che, visto il maltempo, hanno permesso a qualcuno di ripararsi e coprirsi. Il “di più” è stato nei giocattoli per i bambini, che hanno riempito di colore le nostre salette. Il “di più” è stato nell’impegno dei tantissimi giovanissimi, che hanno ridato vigore ed entusiasmo anche ai “veterani”. Il “di più” sarà nei prossimi mesi in cui continueremo a riflettere se la gestione e l’organizzazione può essere migliorata in occasione della decima edizione.

Per qualche giorno, però, ora ci fermiamo. Solo il tempo giusto per riprendere fiato e ringraziare per quei “cinque pani e due pesci” che negli anni si sono moltiplicati a dismisura.
9 anni fa abbiamo scelto di vivere la festa del nostro Santo patrono in un modo particolare, al plurale, dove le bellezze si moltiplicano e le difficoltà si dividono a metà.

 

PIM9: Quinto giorno

Il quinto giorno è una scoperta di emozioni.
Giulia,ci racconta il perché.
Oggi è il quinto giorno di Paola InMensa.
Il quinto giorno si hanno sempre gli occhi lucidi e il cuore a mille. Si è sempre ricoperti da emozioni. Si è ricoperti da pensieri e ricordi. Si è ricoperti da mille domande. 
La mia domanda ogni anno non cambia: 
Chissà se, qualunque sia la loro prossima meta, troveranno delle persone come noi. Chissà se ci dimenticheranno. 
E mi aiutano. Mi aiutano a pensare quanto bene facciamo alle persone senza accorgercene, solo perchè sentiamo di farlo, solo perchè volevamo farlo e solo perchè fare del bene ci fa stare bene! 
Mi fa pensare a quante persone restiamo nel cuore e per quante, invece, siamo solo di passaggio, ma che per entrambe siamo stati una “manna dal cielo”. Mi fa pensare a me. A chi mi ha strappato un sorriso e a chi invece mi ha lasciato un segno dentro al cuore, come Anna.. 9 mesi di puro amore! 
5 codine riccioline legate in testa, un dentino e due occhi da far invidia al mondo. Anna mi ha insegnato a #credere , così come lei ha fatto con me, e stringendo le sue manine intorno alle mie, ha mosso i suoi primi ed insicuri passi. 
La madre di Anna, Fatima, mi ha insegnato a #fidarmi ma mai del tutto, perchè mi ha affidato la sua principessa ma al nostro ritorno si faceva trovare sempre con le braccia spalancate e l’ansia che solo una mamma sa avere, che passava nel momento in cui dava mille baci sulle guance di Anna e la stringeva forte a sè.
Anna e Fatima hanno preso un pezzo del mio cuore e lo hanno portato con loro. 
Mi fa pensare a tutti i volontari come me, che si sono fidati di questa iniziativa e l’hanno vissuta appieno, mettendoci il cuore, e in alcuni casi, lasciandocelo pure! 
Mi fa pensare a quanta fatica abbiamo fatto senza essercene mai accorti, perchè quei sorrisi hanno sempre alleggerito tutto. 
Mi fa pensare a quanto Paola InMensa sia diventata parte fondamentale della mia vita e quanti legami fratermi ho instaurato grazie ad essa.
All’anno prossimo.
#RoadToPIM10

#roadToPaolaInMensa10

Vi auguro di sentirvi come mi sento io ora.
Vi auguro di provare emozioni indescrivibili, di sentirvi il cuore che scoppia e gli occhi lucidi per la gioia mista a malinconia.
Vi auguro di incontrare nella vostra vita una grande famiglia come questa: una famiglia che pian piano diventa leggera ossessione. Ma di questa ossessione bisogna andarne fieri, crea dipendenza sì, delle volte porta a rinunciare ad altre cose diventando #priorità… ma è una delle priorità più belle che possa esistere. 
Quest’anno porto con me davvero tanto: a partire dalle manine strette al mio dito di Giara fino ad arrivare ai sorrisi di Fallu e Bara. Porto con me la consapevolezza che con un sorriso ed un ombrello si possono sfidare tempeste per giungere ai propri obiettivi, porto la convinzione sempre più forte che i limiti sono solo apparenti paure e che che la #felicità è un fattibile punto d’arrivo. 
Buon cammino verso la felicità
E buon quinto giorno a tutti i miei fratelli
#roadtoPaolaInMensa10

PIM9: una realtà che aiuta chiunque abbia bisogno

Non mi dilungherò in inutili chiacchiere su Paola InMensa in quanto, se state leggendo questo trafiletto, sapete di sicuro meglio di me di cosa si parla.
ad essere onesti, ciò che è accaduto in questi giorni, per quanto ho potuto vedere, mi ha scaldato il cuore e, a giudicare dalle espressioni di tanti altri volontari come me, non sono stato l’unico a provare quest’emozione.
vedere i sorrisi di coloro che, dopo chissà quante giornate passate senza vedere un pasto caldo, salivano le scalette per recarsi nelle sale dove li attendevano un pranzo e una calda accoglienza, è stata un’esperienza senza prezzo.
cosa quasi più emozionante è stata vedere la dedizione dei volontari, i quali, nonostante il caldo e la stanchezza, non hanno mai smesso di sorridere, per nemmeno un secondo.
menzione speciale va anche ai cuochi e ai capogruppo, sempre presenti, pronti ad aiutare, col sorriso stampato in faccia
posso solo immaginare il livello di commozione e di sollievo provato dai bisognosi nel trovarsi davanti ad un’associazione così genuina, cortese e ricca di allegria!
Oggi Paola InMensa ha prestato anche un altro bellissimo servizio: raccolta di coperte, scarpe e abbigliamento per andare incontro all’esigenza del freddo e dei vestiti ,dato le temperature basse di questi giorni. Le nostre mani si sono unite, le nostre parole si sono propagate, e Paola InMensa è riuscita ad aiutare davvero tante persone. Ma che bella soddisfazione!
Grazie Simone, nuovo piccolo volontario che con le sue parole ha spiegato il cuore di Paola InMensa.

PaolaInMensa: tre, due o una parola con tantissimi significati

Quando ho deciso di partecipare a PaolaInMensa già immaginavo un’iniziativa seria ma con momenti di divertimento … questa mia immagine è stata completamente confermata; mi sono ritrovata in mezzo a 40 persone piene di voglia di fare e di aiutare gli altri, dotati di una simpatia semplice ma contagiosa. Per quanto il tempo sia stato poco e pieno di impegni, ho avuto l’occasione di notare come PaolaInMensa, sia una grandissima famiglia, cresciuta anno dopo anno. Ho visto come siano belli i sorrisi dei bambini e degli adulti per una semplice gentilezza , come due mani che si intrecciano possano creare un arcobaleno, come faccia bene fare del bene. Ieri sono tornata a casa distrutta ma con il sorriso sulla bocca, consapevole di aver fatto del bene a chi ne aveva bisogno, e con queste parole dette da un signore incontrato ieri nella mente: “Complimenti per quello che fate, siete così giovani e avete già vinto tutto, andrete lontani nella vita”. Sono queste le cose che ti fanno svegliare la mattina, ti fanno mettere le scarpe con cui ti sei distrutto i piedi il giorno prima e ti fanno ricominciare il cammino sotto il sole delle 13 senza alcun rimpianto, e anzi con la sicurezza di stare facendo la cosa giusta. E che di certo ripeterai quest’esperienza nei prossimi anni.
Grazie Marisa, questi nuovi occhi, queste mani nuove fanno bene a PaolaInMensa!
sei fortissima! 🙂

Nono Primo giorno

1 Maggio, festa dei lavoratori, negozi, scuole ed uffici chiusi.
Eppure c’è chi proprio in questo giorno continua il proprio lavoro per sperare di poter portare qualcosa a casa. Sono i numerosi ragazzi che, per necessità o anche per scelta, conducono la vita del mercato, una vita che, ogni 1 maggio, li vede giungere nella nostra città per le celebrazioni di San Francesco.
E allora, con il loro arrivo, per noi ogni 1 maggio vuol dire Paola InMensa, vuol dire accendere i motori di quella macchina che pur tra tante difficoltà riesce sempre a fornire un aiuto a chi ne ha bisogno. Una macchina che accende il motore per la nona volta consecutiva e che ormai, come la migliore delle vetture di formula 1, viene immediatamente riconosciuta e cercata.
Emblematica la mia personale esperienza di questa mattina quando, nel dare il solito volantino riepilogativo ad un ragazzo egiziano, abbiamo scherzato qualche minuto ricordando anche gli anni passati. Anni che nella memoria rievocano scene, visioni, perché ricordare, vedere i volti felici di persone aiutate è la benzina che alimenta questo motore. Proprio per questo il tema di questo primo giorno di Paola inMensa sono gli occhi, gli occhi felici di chi riceve un pasto, un sorriso, gli occhi felici di noi che aiutandoli traiamo la forza necessaria per continuare sempre questo servizio, gli occhi che in seguito alla scoperta di vicende diverse dalle nostre vedono il mondo in maniera diversa.